IL PROVVEDIMENTO POPOLARE TRADITO NELLO SPIRITO 
Sull’acqua pubblica il governo si fa opposizione da solo. Le dichiarazioni della sottosegretaria leghista all’ambiente Gava sul Foglio contro il provvedimento sulla gestione pubblica dell’acqua all’esame della Commissione Ambiente della Camera sono solo l’ennesimo atto della telenovela ‘le molte spaccature del governo giallobruno’. Dopo la Tap, l’Ilva, le trivelle, la Tav ora lo scontro arriva anche sulla gestione pubblica dell’acqua. Se non ci avesse fatto caso, ricordo a Gava che l’acqua pubblica era nel contratto di governo. Ma certo un conto è scrivere qualche riga in un documento, ben altra cosa è governare.
D’altronde basta leggere gli emendamenti della Lega per capire che questa legge avrà vita durissima e se davvero sarà approvata in cambio del provvedimento sulla legittima difesa sarà anche fatta in piena contraddizione ai valori di una legge di inziativa popolare che era innanzitutto una legge di pace e coesione sociale.Nel merito del provvedimento le criticità che meritavano soluzioni adeguate sono diverse. Innanzitutto il testo sull’acqua pubblica è quello proposto dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua e spiace che i Cinque Stelle abbiano voluto appropriarsene.  Avendo in prima persona partecipato alla raccolta delle firme per questa legge di iniziativa popolare mi sarei aspettata che sul provvedimento ci fosse almeno un tentativo di dialogo e trasversalità, magari con un intergruppo dedicato. La gestione pubblica dell’acqua non deve diventare una bandiera di parte ma ha invece bisogno di una legge il più possibile condivisa che tenga conto, ad esempio, delle possibili conseguenze occupazionali della riforma del settore idrico, o che chiarisca fino in fondo come dovrebbe avvenire il passaggio di consegne da Arera al Ministero dell’Ambiente. Credo poi necessario aprire un dibattito serio rispetto alla possibilità di fare ricorso alla fiscalità generale, mentre sarebbe stato auspicabile iniziare a spostare parte dei sussidi alle attività inquinanti, censiti dal Mattm, per gestire i cambiamenti proposti.

Purtroppo devo infine prendere atto che l’iter intrapreso non rende migliorabile in via emendativa la legge, che temo finirà con un accordo a ribasso ad uso e consumo della Lega.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali, passa al Gruppo Misto nel 2021.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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