PER LA MESSA IN SICUREZZA SERVONO UN COMMISSARIO CON POTERI LIMITATI, FONDI NAZIONALI E LA REVOCA DELLA CHIUSURA DELLA GALLERIA DEL GRAN SASSO

Troppo poche e troppo generiche per rassicurare, le informazioni date dal Mit in Commissione Ambiente in risposta alla mia interrogazione sulla prossima chiusura della galleria del Gran Sasso. Se dal 19 maggio Autostrada dei Parchi darà seguito alla decisione di chiudere il traforo, in entrambe le direzioni, la viabilità del centro Italia entrerà in crisi e l’Abruzzo resterà isolato.

Per consentire la messa in sicurezza delle falde acquifere del massiccio e la libertà di movimento dei cittadini nell’interrogazione ho sollecitato il Mit sulla nomina di un commissario con poteri definiti e limitati ai suddetti interventi, su uno stanziamento di fondi nazionali adeguato alla realizzazione dei lavori e sulla revoca della chiusura della galleria.

Le uniche certezze contenute nella risposta del Mit sono che i lavori per mettere in sicurezza l’acquifero del Gran Sasso non rientrano nel rapporto concessorio e che il Ministero ha interessato della questione la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per il resto c’è vaghezza assoluta su nomina e poteri del commissario e nulla circa stanziamenti necessari ai lavori e revoca della chiusura.

La chiusura della galleria sarebbe legata alla necessità, emersa in seguito all’inchiesta della Procura di Teramo sull’inquinamento delle falde acquifere del massiccio in cui sono indagati Infn Autostrada dei Parchi e Ruzzo Reti, di effettuare una manutenzione urgente per porre rimedio alla situazione che interessa l’acquifero del Gran Sasso. Ossia la più grande risorsa idrica dell’Abruzzo, capace di rifornire oltre la metà della popolazione regionale. Motivo per cui sarebbe auspicabile anche il rinnovo, potenziamento ed estensione del protocollo d’intesa per il monitoraggio della qualità delle acque e la prevenzione del rischio stipulato dalla Regione Abruzzo nel 2017, proprio come proposto dai gruppi consiliari regionali di centro sinistra.

Il mio question-time in Commissione Ambiente alla Camera sulla chiusura della galleria del Gran Sasso.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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