UN’AGRICOLTURA MODERNA E AMICA DEI TERRITORI, DA SOSTENERE CON PIU’ ATTENZIONE

Da oggi è all’esame della Camera il testo unificato per la tutela, lo sviluppo e la promozione dell’agricoltura e dell’acquacoltura biologiche. Si tratta di una legge attesa da anni per un settore in crescita costate. Il biologico piace a noi italiani e non solo per la sua qualità, per il suo legame con i territori e per la sua funzione agro-ecologica. Come riconosce anche la FAO, infatti, l’agricoltura biologica è un’agricoltura sostenibile, che aiuta il clima riducendo le emissioni del settore e catturando CO2 nel terreno.

L’agricoltura biologica è fatta di innovazione e ricerca, garantisce una maggiore biodiversità, ma ha bisogno di sostegno e formazione. Oggi viene scelta da interi BioDistretti e da tanti territori,  anche come riscatto per quelli che hanno conosciuto una crisi di mercato o di inquinamento. Il compito della politica è supportare questa evoluzione, sostenere i nostri agricoltori a farsi custodi dei territori, promuovere il made in Italy di qualità.

In questa legge sono contenute misure importanti: penso al tavolo tecnico per la produzione biologica, all’educazione al consumo, alle agevolazioni per la conversione al biologico, una conversione che passa anche da forme associative e contrattuali per rafforzare la filiera e il lavoro. Ma il provvedimento può essere migliorato. Bisogna fare di più ad esempio sul fronte delle filiere, di come garantiamo i controlli e la giusta retribuzione del lavoro. Per questo noi di LeU abbiamo ripresentato in Aula diversi emendamenti, tra cui quelli che mirano al riconoscimento della funzione ambientale dell’agricoltura biologica e, quindi, abbiamo chiesto di legarla moltissimo alla rete delle aree naturali protette, e a stabilire finalmente che l’onere e la responsabilità di non contaminare colture bio con pesticidi e diserbanti non sono del produttore biologico ma di chi di queste sostanze chimiche di sintesi fa uso.

La mia dichiarazione durante la discussione generale alla Camera sul testo unificato Gadda, Cenni, Parentela e Golinelli per lo sviluppo del bio.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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