QUESTA E’ LA SECESSIONE DEI RICCHI

Alla fine la Lega ce l’ha fatta: dopo oltre venticinque anni dalla sua nascita grazie all’autonomia differenziata otterrà l’agognata secessione delle regioni del nord. E tutto governando con il 17% dei voti. L’esecutivo porterà in Consiglio dei Ministri le intese per l’autonomia differenziata tra lo Stato e le ricche Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. È l’inizio del processo di disgregazione dell’unità e della solidarietà nazionali visto che le richieste delle tre regioni porteranno di fatto alla fine del Sistema sanitario nazionale, della scuola e della tutela dell’ambiente come li conosciamo oggi.

Sono ben 23 le materie su cui Veneto e Lombardia hanno chiesto i poteri, 15 quelle sulle quali vuole competenze dirette l’Emilia Romagna e 21 i miliardi di euro che si stimano legati alle funzioni trasferite. Si va dalle materie a legislazione concorrente – come la tutela della salute e la sicurezza del lavoro, la protezione civile e il governo del territorio, le infrastrutture, l’energia e i rapporti internazionali – a quelle di competenza esclusiva dello Stato, quali le norme generali su istruzione e tutela dell’ambiente e dei beni culturali.

Da una parte l’Italia dei ricchi, dall’altra quella del reddito di cittadinanza. Tra le regioni che più scalpitano per questa secessione dei ricchi c’è incredibilmente l’Emilia Romagna amministrata dal centro sinistra. Una secessione su cui il Parlamento avrà ben poca voce in capitolo e che in campo ambientale vedrà le singole regioni autonome anche sudifesa del suolo, dell’aria e delle acque e bonifica dei siti inquinati. Mentre la tutela delle matrici ambientali è tanto più efficace quanto più è estesa e uniforme.

Non è questa malintesa autonomia differenziata la risposta alle drammatiche differenze che caratterizzano il Paese.Bisogna cambiare, ma non disgregando. Piuttosto immaginando nuove funzioni e sinergie che ci colleghino all’Europa e sappiano valorizzare anche il ruolo dei Comuni, sempre più frontiera strategica per la buona gestione della cosa pubblica.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali, passa al Gruppo Misto nel 2021.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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