QUESTO E' UN DECRETO OMNIBUS, SANA PASTICCI, DEI RINVII, DEI COMPROMESSI AL RIBASSO.

 

Più che un decreto Semplificazioni questo è l’ennesimo provvedimento omnibus del governo giallo-verde. Che non sburocratizza il Paese, presenta poche misure positive come il doveroso intervento sull’Ires per eliminare il pasticcio della tassa sulla bontà, rinvia ancora interventi attesi come l’end of waste e propone molte altre misure discutibili e fatte male.

La maggioranza non ha voluto correggere la norma della Legge di Bilancio che obbliga i comuni a far entrare nelle Ztl le auto elettriche e ibride. E cancella in poche righe i risultati raggiunti in decenni su mobilità sostenibile, tutela di piazze e strade storiche e sicurezza delle persone.

Nonostante gli annunci trionfalistici dei Cinque Stelle, l’accordo di maggioranza sulle trivellazioni sospende solo le istanze per la ricerca e la prospezione, mentre non tocca l’estrazione. La sospensione, infatti, fa salve le concessioni in essere e non si applica neanche ai procedimenti di coltivazione pendenti. La norma prevede poi un aumento dei canoni a vantaggio dello Stato, ma non alza le royalties a favore dei territori e lascia intatte anche le franchigie. La maggioranza aveva l’occasione di abrogare l’articolo 38 dello Sblocca Italia, o almeno di intervenire sulla concessione unica, e di dimostrarsi coerente. Ma anche qui ha scelto di non agire. L’ennesimo ‘no’ che diventa un ‘si’.

Grave quello che la maggioranza sta facendo passare per l’idroelettrico: il trasferimento alle Regioni delle centrali idroelettriche oggi in concessione. Un passaggio che comprende la riscossione dei ricchi canoni di cui beneficeranno direttamente le Regioni del Nord dove si trova larga parte di dighe e condotte. Un anticipo di secessione dei ricchi, fatto su un bene comune essenziale come l’acqua. Una misura che va soppressa, come chiede un emendamento a mia prima firma. Tra gli altri emendamenti che ho presentato e su cui la maggioranza farà muro anche quelli per: l’aumento delle royalties al 50%, l’abrogazione del contestato articolo 38 dello Sblocca Italia, una vera moratoria sulle trivellazioni in mare accompagnata da un piano delle aree che stabilisca in accordo con regioni e comunità locali quali aree del territorio nazionale debbano essere escluse dall’esercizio delle attività petrolifere e il divieto di utilizzo dell’airgun.

Il mio intervento in Aula, in discussione generale.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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