NECESSARIO RAFFORZARE I CONTROLLI, RICONOSCERE LA RESPONSABILITA’ ENI E BOCCIARE LA PROROGA DELLA CONCESSIONE

“La risposta del Ministero dell’Ambiente alla mia interrogazione in Commissione sul Centro Oli Val d’Agri Eni di Viggiano è ulteriore riprova del fatto che la situazione è grave. Prima di tutto perché l’accordo quadro tra Ministero dell’Ambiente, Regione Basilicata, Isrpa e Arpab per il potenziamento del monitoraggio ambientale del Centro Oli è ancora da rinnovare. Poi perché nell’attesa del rinnovo preoccupa molto quanto sta emergendo dalle carte dell’indagine sul fronte della legalità, dell’inquinamento e soprattutto sulla possibilità che gli stessi problemi si riscontrino anche per i serbatoi della raffineria Eni di Taranto, che riceveva gli oli di Viggiano

Nell’ambito dell’inchiesta sulla fuoriuscita di petrolio dal Centro Oli di Viggiano che ha contaminato il “reticolo idrografico” e decine di ettari della Val d’Agri sono state emesse delle misure cautelari non solo nei confronti di un ex dirigenti Eni ma anche di cinque pubblici ufficiali che avrebbero dovuto imporre ad Eni di ottemperare alle prescrizioni e raccomandazioni, tra cui quella di realizzare un doppio fondo nei serbatoi.

Assurdo che mentre il Ministero dell’Ambiente si costituisce parte civile nel processo, visto che l’inquinamento e il danno ai cittadini ci sono stati, il Ministero dello Sviluppo Economico possa anche solo valutare la possibilità di prorogare la concessione Eni della Val d’Agri. Ribadisco che sono necessari il rafforzamento del sistema dei controlli, il riconoscimento della responsabilità oggettiva di Eni e il diniego dell’istanza di proroga della concessione. E anche se sull’ultimo punto la competenza è del Mise, è evidente quanto possano influire le osservazioni del Mattm.

Il mio question-time in Commissione Ambiente alla Camera sul Centro Oli Val d’Agri.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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