GAS E NUCLEARE DEVONO RESTARE FUORI DALLA TASSONOMIA EUROPEA


Dal vertice con i ministri europei dell’energia sul caro bollette, il Ministro della Transizione ecologica Cingolani ha perorato la causa del nucleare nella tassonomia verde europea. Ma non del vecchio nucleare, solo dell’energia atomica di nuova generazione! Come la fusione, che però nella vita reale non siamo in grado di realizzare. E non ha chiuso neanche ad altre tecnologie e alla ricerca sulla cattura di CO2. Che evidentemente servono per includere anche il gas.  Anziché preoccuparsi di come sbloccare le rinnovabili, il Ministro della Transizione ecologica è andato in Europa a parlare di nucleare e gas.
Ma dare a gas e nucleare la patente di attività verde sarebbe una beffa oltre che errore madornale.  Il nucleare ad oggi non ha risolto il problema della sicurezza né quello delle scorie e ha costi e tempi incompatibili con quelli della transizione. E il cosiddetto nucleare sicuro e di nuova generazione ancora non c’è.  Sprecare per il gas gli investimenti che dovrebbero andare alla conversione ecologica ci renderebbe ancora dipendenti dai fossili, toglierebbe risorse alle rinnovabili e rallenterebbe la nostra transizione. Per questo atomo e gas fossile devono restare fuori dalla tassonomia.
Un articolo pubblicato da Repubblica aggiunge un particolare interessante: Eni ha annunciato di avere preso parte al recente round di finanziamento di CFS, la società spin-out del MIT di cui il Cane a sei zampe è già il maggiore azionista. CFS ha raccolto dal mercato complessivamente oltre 1,8 miliardi di dollari mentre lavora per raggiungere l’obiettivo di immettere nella rete energia da fusione a confinamento magnetico entro i primi anni del 2030. E la quota in carico ad Eni sarebbe raddoppiata arrivando a 360 milioni di dollari.
Una assonanza e un tempismo così in sintonia tra le uscite di Cingolani e Descalzi che è lecito chiedersi chi decida davvero della politica energetica italiana.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali, passa al Gruppo Misto nel 2021.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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