INIZIAMO DA GRADUALE TAGLIO DEI SUSSIDI DANNOSI E DA SOLUZIONI PER L’END OF WASTE

Le emissioni climalteranti continuano a salire, per la World Meteorological Organization il quinquennio 2015-2019 è quello con le temperature medie più alte mai registrate, con dati che supererebbero di 1,1 gradi quelli del periodo preindustriale. Bastano questi numeri per capire perché la 74esima Assemblea generale delle Nazioni Unite si apre oggi con un necessario Climate Action Summit.

Affrontare la crisi climatica è la sfida del nostro tempo e il momento di agire è adesso. Per centrare l’obiettivo servono azioni coordinate e concordate a livello internazionale, bisogna mantenere la rotta tracciata dal mondo a Parigi, ma serve anche aumentare ambizioni e azioni dei singoli Stati. Abbiamo le tecnologie e le soluzioni per vincere questa sfida. Ed è quello che ci chiedono dalle piazze di tutto il mondo i ragazzi del Climate Strike.

L’Italia e l’Europa possono avere un ruolo guida, ma per mettersi dalla parte giusta della storia bisogna adottare senza esitazione l’obiettivo della neutralità climatica al 2050 e adeguate politiche finanziarie. Gli Stati membri dell’Ue, ad esempio, devono appoggiare la proposta della Bei di non finanziare più da fine 2020 progetti energetici legati alle fonti fossili, gas compreso.

A livello nazionale finalmente abbiamo un esecutivo che intende avviare un green new deal. Per passere dalle parole bisogna iniziare a tagliare gradualmente i sussidi dannosi per l’ambiente già dalla Legge di Bilancio, levando le estese esenzioni oggi in vigore sulle royalties per le estrazioni di idrocarburi. Sempre in manovra vanno aumentati i canoni di concessione sui beni comuni, usati incentivi e leva fiscale per promuovere comportamenti e prodotti virtuosi e per attuare il principio del ‘chi inquina paga’. Contemporaneamente bisogna investire con ben maggiore decisione su una generazione energetica rinnovabile e diffusa, sull’economia circolare superando ritardi e criticità in materia di end of waste, su uno sviluppo equo, sostenibile e che non compromette il futuro.

23 settembre 2019

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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