IL MIO QUESTION TIME IN AULA A MONTECITORIO

Ottime notizie per l’ambiente, per le imprese italiane delle bioplastiche e per la nostra economia circolare. Rispondendo al mio question-time in Aula alla Camera sulle iniziative del governo per tenere il Paese in linea con quanto previsto in Europa su corretta gestione dei rifiuti e plastica monouso e per scongiurare l’aumento dell’indifferenziata causa Covid, il Ministro dell’Ambiente Costa ha detto parole chiare sulle fakenews della plastica usa e getta come soluzione più sicura in questa fase di emergenza sanitaria. Il ministro ha, inoltre, annunciato di aver firmato lo statuto del primo consorzio italiano delle bioplastiche –  biorepack – e che si darà forte attenzione a questa filiera nel recepimento della Direttiva europea sulla plastica monouso.

L’Italia deve ora dimostrare di sapere quali sono i processi da accelerare, di credere nell’economia circolare, nelle proprie aziende e nelle potenzialità delle innovazioni che sanno mettere nei prodotti.  Con il nuovo consorzio e con la priorità che verrà data alle filiere delle bioplastiche trasformiamo un materiale sostenibile in occasione di sviluppo, un’innovazione nata per risolvere i problemi ambientali dello smaltimento dei rifiuti e dell’inquinamento da plastica in un’eccellenza made in Italy, in un’opportunità di rilancio della nostra economia.

Se ne facciano una ragione quanti pensano che gli interessi del Paese si difendono rinviando la plastic-tax e la realizzazione di un visionario e coerente Green deal.

Il mio question time in Aula alla Camera e di seguito il testo dell’interrogazione
– Al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare
— Per sapere
– premesso che:
tra i molti effetti che il COVID-19 sta portando con sé, c’è quello relativo ai rifiuti e alla loro gestione. Secondo i dati Ispra nei mesi di marzo e aprile 2020 si è registrato un –10 per cento nella raccolta differenziata rifiuti, così come una riduzione della produzione di rifiuti urbani sempre pari a circa il 10 per cento. Da qui a fine 2020 il sistema italiano dovrà gestire un quantitativo di rifiuti derivanti dall’uso di mascherine e guanti, compreso tra 150 mila e 450 mila tonnellate;
nel frattempo è in corso una campagna per rilanciare la plastica monouso come unica garanzia di igiene e sicurezza. Anche in ambito europeo i produttori del settore stanno provando a rimandare l’entrata in vigore della direttiva Sup (Single use plastics) che gli Stati membri, compresa l’Italia, hanno ancora un anno per recepire nel diritto nazionale;
in Italia si va verso la sospensione della cosiddetta «plastic tax», mentre si ricorda che la direttiva sulla plastica monouso, adottata nel giugno 2019, ha introdotto il divieto su un numero selezionato di articoli plastici «usa e getta», come posate, bicchieri per bevande, bastoncini per palloncini, cannucce e bastoncini di cotone. In tempi di COVID-19 dire che una bottiglia di plastica è più sicura di una borraccia personale riutilizzabile è solo una risposta emotiva, perché sarebbe dimostrato che il virus sopravvive sulla plastica per 72 ore ed è inoltre intuitivo ritenere che l’aumento del monouso porti con sé un aumento nel volume dei rifiuti e della quantità degli oggetti con cui si entra quotidianamente in contatto. L’Unione europea ha già confermato che le strategie di medio termine sulla plastica continueranno ad essere governate dalle determinanti di sostenibilità, circolarità, minimizzazione del prelievo delle risorse e da investimenti su efficientamento del sistema, sviluppo di nuovi modelli di business e indotto occupazionale, a partire dalle bioplastiche. Le linee guida dell’Unione europea per l’adattamento alla crisi COVID-19 prevedono il mantenimento della raccolta differenziata, del riciclo e del compostaggio come servizi essenziali e prevedono di monitorare che non ci siano interruzioni in tali servizi o arretramento nelle politiche nazionali rispetto agli obiettivi del «pacchetto economia circolare», ulteriormente rafforzato del «Green deal» –:
quali iniziative intenda assumere per tenere il Paese in linea con quanto previsto in sede europea e per scongiurare l’aumento dei rifiuti indifferenziati a causa del COVID-19.
MURONI e FORNARO (3-01534)

 

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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