SU MODALITÀ PER ATTUARE L’ART. 120 E GARANTIRE PARITÀ DI ACCESSO ALLA DIDATTICA A DISTANZA

La crisi scatenata dal coronavirus fa emergere quanto sia urgente dotare la scuola di un sistema efficiente e uniforme di didattica a distanza. Già prima di questa crisi aree marginali e digital divide erano  considerate un’emergenza ed un limite concreto al diritto allo studio, ma oggi il divario tra chi ha accesso adeguato ad internet e chi non ce l’ha è ancora più dirompente. Perché comporta una esclusione dai vantaggi e dai diritti della società digitale, che in epoca di distanziamento sociale sono ancora più importanti.

In questo periodo di isolamento obbligatorio la scuola si conferma una delle comunità più importanti per garantire coesione sociale, conoscenza, relazione, motivazione ben oltre la propria funzione formativa. Con l’obiettivo di non generare ulteriori situazioni di svantaggio, disparità e povertà educativa, il decreto Cura Italia all’art. 120 stanzia 70 milioni per consentire alle scuole di acquistare dispositivi digitali da dare in comodato d’uso agli studenti privi di mezzi e in situazione di svantaggio socio-economico. Le scuole potranno provvedere agli acquisti in maniera semplificata e tempestiva e i fondi saranno distribuiti agli istituti in base a due criteri: il numero degli studenti e il reddito medio della regione.

Misure importanti rispetto alle quali chiediamo di conoscere le modalità concrete attraverso cui cui verranno attuate e gli ulteriori provvedimenti che si intendano assumere, anche lavorando sulla formazione informatica del corpo docente, per garantire a tutti gli studenti parità di accesso alla didattica a distanza, così da non accentuare la differenziazione sociale nelle possibilità di accesso all’istruzione e da non incentivare anche di fatto l’abbandono scolastico.

Questa la domanda che per il gruppo parlamentare di Liberi e Uguali farò domani alla ministra dell’Istruzione Azzolina nell’Aula di Montecitorio durante il Question time, in diretta tv sui canali Rai e sulla webtv della Camera dei Deputati fra le 15 e le 16.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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