E IL GOVERNO RIFERISCA IN PARLAMENTO SULLA POSIZIONE ITALIANA

In politica le proposte peggiori arrivano spesso a cavallo di feste o ferie estive. Il fatto che la proposta della Commissione Ue sulla tassonomia sia stata diffusa a cavallo di Capodanno dice molto sulla qualità e serietà che dovrebbe caratterizzare questo documento. Classificare il gas e il nucleare, pur se a determinate condizioni, come attività verdi che quindi potranno accedere agli ingenti finanziamenti pubblici e privati per la transizione ecologica è  un errore madornale. Spero vivamente che il nostro governo, che si definisce ambientalista, si esprima finalmente in modo chiaro contro questo imbroglio. L’esecutivo prenda spunto dalle posizioni avanzate già espresse da alcuni governi, come quello spagnolo, austriaco o lussemburghese, o come quella del Ministro verde tedesco dell’Economia e del Clima Habeck, piuttosto che allinearsi agli interessi del blocco di Stati guidato dalla Francia e delle lobby di fossili e atomo. E venga a riferire in Parlamento quale posizione difenderà l’Italia in Europa e con quali motivazioni.

Il nucleare ad oggi non ha risolto il problema della sicurezza durante il funzionamento, né quello delle scorie e ha tempi di realizzazione e costi incompatibili con quelli della transizione. Continuare a puntare sul gas fossile e a sprecare così gli investimenti che dovrebbero andare alla conversione ecologica ci renderebbe ancora dipendenti dai fossili, toglierebbe risorse alle rinnovabili e all’efficienza, rallentando la nostra transizione. Ma  sappiamo bene che non abbiamo più tempo e gli sforzi maggiori verso l’obiettivo delle zero emissioni nette li dobbiamo compiere nei prossimi 10 anni. C’è infine anche un problema di dumping ambientale: un’Europa che consentisse ad alcuni Paesi di continuare ad inquinare chiamando questa cosa transizione ecologica, farebbe un grandissimo passo indietro e sarebbe di nuovo un’Europa ingiusta e diseguale.
Ecco perché è tanto importante che atomo e gas fossile restino fuori dalla tassonomia verde europea e che l’Italia assuma questa posizione.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali, passa al Gruppo Misto nel 2021.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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