RESTINO FUORI DALLA TASSONOMIA. LA MIA INTERVISTA ALLA 9 COLONNE

Il nucleare e il gas non sono fonti energetiche rinnovabili e come tali vanno mantenute fuori dalla tassonomia verde europea. È questo l’impegno che chiediamo al governo, in particolare al ministro della Transizione ecologica Cingolani, insieme all’Osservatorio per la Transizione ecologica-Pnrr.

Il no a gas e nucleare nella tassonomia europea che definirà le attività green, e che quindi darà accesso a importanti finanziamenti sia pubblici che privati, è basato sui fatti e non ha nulla di ideologico. Ci preoccupa tantissimo il ruolo che sta svolgendo l’Italia con gli annunci del ministro Cingolani e con una certa debolezza nel difendere un modello energetico diverso che punti soprattutto sulle rinnovabili. Non solo il nucleare pulito non esiste ed è un grande inganno, ma la quarta generazione di cui si parla forse la vedremo tra 20-30 anni, quando sarà davvero troppo tardi. Noi dobbiamo decidere dove portare l’Italia nei prossimi 9 anni, come raggiungere gli obiettivi al 2030 e poi come arrivare alle zero emissioni nel 2050. Iniziamo innanzitutto ad adeguare il Piano nazionale di energia e clima, iniziamo a tagliare i sussidi ai fossili nella legge di bilancio, basta con questo ‘bla bla bla’ legato a un futuro con il nucleare e invece puntiamo sulla sostenibilità ambientale e su un nuovo modo di intendere lo sviluppo economico.

A me piacerebbe che alzassimo la voce tutti insieme, ci sono stati degli atti importanti che sono stati approvati da questo Parlamento: penso alla mozione sui mutamenti climatici. Possibile che nessuno viva con disagio il fatto che in Europa, alla Cop26 e al G20, l’Italia si permetta di parlare di nucleare e difenda il gas come fonte di transizione senza passare dal Parlamento? Mi piacerebbe che da questo punto di vista ci fosse uno scatto di orgoglio dei parlamentari, perché queste sono decisioni che riguardano il futuro delle prossime generazioni, ma è anche un tema di democrazia e di dibattito politico e pubblico, quanto mai necessario.

La mia intervista alla 9 Colonne qui

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali, passa al Gruppo Misto nel 2021.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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