L’ACQUA PUBBLICA TRASFORMATA IN BANDIERA DI PARTE DAL M5S E BLOCCATA DALLE DIVISIONI DELLA MAGGIORANZA

Varare in Commissione Ambiente la proposta di legge sull’acqua pubblica sarebbe stato un bel modo per festeggiare la Giornata mondiale dell’acqua. Ricorrenza che quest’anno mette al centro il tema dell’accesso all’acqua pulita e a servizi igienico-sanitari adeguati, come chiede uno degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, e viene celebrata con il motto ‘nessuno sia lasciato indietro’.

Invece l’ambizione dei Cinque Stelle, che non hanno cercato né la condivisione né un ampio confronto sul testo ma hanno voluto fare di una proposta di legge di iniziativa popolare una bandiera di parte, si è fermata per le divisioni della maggioranza. Grazie agli alleati della Lega, che in Commissione hanno presentato diversi emendamenti per smontare l’acqua pubblica, la legge non andrà in Aula a fine marzo come inizialmente previsto. E quando finalmente approderà nell’emiciclo il testo, che dovrà evidentemente passare per un compromesso di maggioranza, sarà decisamente rivisto.

Eppure, come ci hanno ricordato ieri i dati diffusi da Legambiente, abbiamo urgente bisogno di una gestione sostenibile delle nostre risorse idriche, noi che consumiamo ogni anno 26 miliardi di metri cubi di acqua. Tanto più considerando che nel quinquennio 2010-2015 solo il 43% dei nostri fiumi era in “buono o elevato stato ecologico” e ben il 41% era al di sotto dell’obiettivo di qualità previsto. Per non parlare dei casi di grave inquinamento, come quelli degli Pfas in Veneto o del Sacco nel Lazio.

Abbiamo bisogno di una gestione pubblica, sostenibile e consapevole dell’acqua. Una risorsa essenziale alla vita e sempre più soggetta anche ai mutamenti climatici in atto. Ma chissà quando e chissà con quale compromesso al ribasso la legge arriverà in Aula.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali, passa al Gruppo Misto nel 2021.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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