LA MIA INTERVISTA A CHE FARE

Come cambiano le nostre città e come sta cambiando il nostro abitare?
Da una parte troviamo grandi centri in continua espansione, in cui gli insediamenti vengono realizzati ex novo nelle periferie, ma spesso senza la dovuta attenzione ai servizi; dall’altra c’è stato un movimento che ha puntato sul ripopolamento dei centri minori, che però è rimasto in larga parte un auspicio.
Una delle esperienze più interessanti di rigenerazione urbana è quella del cohousing in cui si sperimenta non il possesso, ma la condivisione di servizi e spazi e un welfare dal basso basato sull’affettività e sulla cura del prossimo. Anche sul fronte energetico il futuro potrebbe essere questo: comunità – condomini o quartieri interi – che diventano autonome per quanto riguarda la produzione energetica e si scambiano l’energia prodotta sul posto. Emblematico in tal senso il cambiamento dell’economi circolare, con il cittadino che smette di essere consumatore di un prodotto ed è invece a monte della catena. Se produco energia sul mio tetto devo poterla vendere. Se faccio la raccolta differenziata in maniera puntuale, devo pagare meno tasse. Abitare un luogo diventa così un pezzo di trasformazione urbana.
Anche l’agricoltura bio e sostenibile può aiutare a prendersi cura e ad abitare i luoghi. Penso alle esperienze sempre più diffuse di orti urbani: aiutano le persone a vivere meglio, a seguire uno stile di vita più sano, creano una comunità e rendono le nostre città più belle e resilienti.
La tecnologia è uno strumento, non un fine e ci aiuterà a migliorare la nostra qualità della vita nella misura in cui la politica riuscirà a mettere in connessione i molteplici piani del cambiamento. La trasformazione dell’abitare non è continuare a vivere come abbiamo fatto finora ma con strumenti diversi, quanto piuttosto una riduzione dei consumi e una nuova occupazione degli spazi.
L’ambizione di noi ecologisti deve essere quella di dimostrare che le politiche ambientali tengono sul piano economico e sono anche in grado di creare posti di lavoro, rispondendo contemporaneamente ai bisogni delle persone.
La mia intervista a cheFare in versione integrale qui.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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