TANTI IMPEGNI E NESSUN OBBLIGO PER ARCELOR-MITTAL. CHI DIFENDERA’ SALUTE E AMBIENTE A TARANTO? SUBITO VALUTAZIONE PREVENTIVA DELL’IMPATTO

“Vanno affrontate tutte le criticità irrisolte dell’Ilva e vanno garantiti finalmente ai tarantini tempi certi e stringenti per gli interventi indispensabili alla tutela della salute e dell’ambiente. Taranto non può più aspettare. Invece il piano ambientale dell’Ilva, pur con l’accorciamento dei tempi di copertura dei parchi minerari previsto dall’addendum, è lacunoso e insufficiente: parla di tanti impegni, ma di ben pochi obblighi per Arcelor-Mittal. Allora chi difenderà salute e ambiente a Taranto?
Non c’è alcun impegno a ridurre le emissioni già autorizzate, non è previsto che in caso di sforamento delle attuali emissioni non venga rilasciata l’autorizzazione a superare il limite alla produzione di 6 milioni di tonnellate annue, né si trova alcun riferimento alle emissioni fuggitive che pure sono parte importante dell’inquinamento del siderurgico. E non è prevista una valutazione preventiva dell’impatto ambientale e sanitario dello stabilimento. Valutazione che crediamo debba essere fatta al più presto e su una produzione di 8 milioni di tonnellate annue, l’assetto ipotizzato da Arcelor-Mittal. In particolare chiediamo che il ministero dell’Ambiente proceda alla valutazione preventiva prima dell’apertura delle procedure di autorizzazione alla riaccensione dell’Alto Forno 5. Solo la valutazione preventiva darebbe infatti ai cittadini risposte serie e attendibili.
Richieste e osservazioni già fatte da alcune delle associazioni ambientaliste più rappresentative del territorio, come la Legambiente, che ho sollecitato con una interrogazione al ministro dell’Ambiente e che oggi ribadiamo da Taranto. Perché la città, che ha subito per anni un’idea vecchia e sbagliata di sviluppo, ha il diritto di non temere per salute e ambiente.
L’unico futuro possibile per l’Ilva è nella decarbonizzazione, in linea con gli impegni internazionali sul clima. Per questo è necessario che si proceda da subito ad un piano per rendere la produzione dell’acciaieria di Taranto meno impattante in termini sanitari ed ambientali.

Lo afferma la deputata di LeU Rossella Muroni intervenendo a Taranto a una conferenza stampa sull’Ilva.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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