IL DL SICUREZZA BIS COLPISCE IL DISSENSO MA IGNORA LE VERE EMERGENZE DEL PAESE

L’Italia non è un Paese per donne e il decreto Sicurezza bis è un provvedimento per colpire il dissenso e coloro che si oppongono a Salvini e che ignora le vere emergenze del Paese, femminicidio in primis. Come se ciò non bastasse la maggioranza giallo-bruna ha bocciato un mio Ordine del giorno per arginare questa strage rosa.

Perché di strage si tratta: nel 2018 in Italia hanno perso la vita 86 donne e la media è tuttora di un femminicidio ogni 60 ore. Le statistiche dicono che si continua a morire in questo Paese, se sei donna, per mano di uomini: nel 77% dei casi la colpa è di un familiare; nel 92% si tratta semplicemente di uomini che uccidono le donne. L’Italia non è un Paese per donne. Ma per fermare questa strage non si investono risorse, neanche il tanto sbandierato Codice Rosso mette un euro a tutela delle donne. È anche per questo che il braccialetto elettronico anti-stalker introdotto sei anni fa è stato utilizzato finora solo una volta. Oltre alla carenza di fondi per l’acquisto del dispositivo, sul mancato uso del braccialetto elettronico pesa l’ambiguità della norma in vigore che non precisa con quale modalità debba essere richiesto il consenso dell’indagato-imputato, né che cosa accada se rifiuta di indossarlo.

Per arginare questa strage rosa ho presentato un ordine del giorno che impegna il Governo a investire sulle politiche contro la violenza di genere e sulla sicurezza delle donne e per questo chiede fondi ulteriori per le forze dell’ordine e per la magistratura e di erogare le risorse stanziate nel 2018 per i Centri antiviolenza e le case rifugio. Un Odg di civiltà che il governo, neanche a dirlo, non ha voluto accogliere.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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