IL MIO INTERVENTO AL CONVEGNO “LA SCOPERTA DELL'EUROPA: LE DONNE"

Qui e di seguito il mio intervento al convegno organizzato da Le Contemporanee e ripreso grazie a Radio Radicale.

Credo che Le Contemporanee – l’associazione di donne e di uomini per promuovere la parità di genere e l’empowerment femminile – sia un luogo di cui tutte e tutti noi abbiamo bisogno per entrare in contatto e incrociare i nostri percorsi perché, al di là delle battaglie collettive fatte, troppo spesso c’è una condizione di solitudine nei luoghi in cui ci troviamo noi donne. Per esperienza posso dire che quando noi donne arriviamo nei luoghi in cui si prendono le decisioni, in cui si esercita il ‘potere’, abbiamo di fronte una sfida più grande: i modelli di gestione, di decisione e persino il loro linguaggio sono pensati dagli uomini per gli uomini.  Contemporaneamente abbiamo anche una responsabilità di genere: la responsabilità di non lasciare indietro nessuna, ma di provare a essere utili in maniera trasversale, dalla posizione in cui ci troviamo.

Anche se sono in Parlamento per la prima volta sono cresciuta facendo politica e quindi sono abituata a pensare che chi ha un tesserino in tasca ha una responsabilità più ampia, dunque il tesserino da parlamentare deve servire per difendere i diritti di tutti non i privilegi di una persona. È anche per questo che mi sono messa davanti al pullman con i migranti che venivano trasferiti con destinazione ignota dal Cara di Castelnuovo di Porto. Perché ho pensato che tutti loro, e in particolare le madri con neonati e figli piccoli, avessero diritto di sapere dove avrebbero dormito quella sera e che condizioni vi avrebbero trovato.

Noi donne, nonostante la fatica doppia di prendersi cura della famiglia e se occupate di lavorare, abbiamo una forza e un’energia incredibili. Noi donne siamo le Pietre d’ inciampo della storia perché sul nostro corpo passano delle tragedie enormi, ma anche delle occasioni di crescita e di svolta epocali. Che vanno colte. Grazie ai lunghi anni di esperienza con Legambiente posso dire che nel momento in cui le donne riescono ad esprimersi, le trovi sempre un passo in avanti. L’ho visto succedere in tanti campi dell’innovazione ambientale. Un esempio per tutti: è una scienziata italiana, Catia Bastioli, la donna che ha sconfitto la plastica scoprendo il mater-bi, il polimero di bioplastica compostabile.  Ha creato un filone industriale e in altri Paesi europei avrebbe avuto i giusti riconoscimenti, in Italia quando abbiamo deciso di applicare i principi dello sviluppo sostenibile e di mettere al bando gli shopper in plastica anche per l’ortofrutta è stata attaccata e accusata di aver costruito un business negativo. Ed è successo soprattutto perché è una donna.

C’è un grado di misoginia ancora troppo forte nella nostra società, ma ora abbiamo la possibilità di guardare all’ Europa come a una grande occasione. In Europa ci sono alcune Sindache che stanno facendo la differenza e stanno costruendo dal basso e nella concretezza una società diversa, penso ad Ada Colau a Barcelona e a Manuela Carmena a Madrid che stanno rendendo le  proprie città autonome da punto di vista energetico e quindi fuori dalla logica economica e geopolitica delle guerre del petrolio. Se non è una rivoluzione questa allora ditemi voi cosa è.

 

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali, passa al Gruppo Misto nel 2021.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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