IL DL SICUREZZA BIS COLPISCE COLORO CHE SI OPPONGONO A SALVINI ED IGNORA LE VERE EMERGENZE NAZIONALI COME IL FEMMINICIDIO

L’Italia non è un Paese per donne e il decreto Sicurezza bis è una misura per colpire coloro che si oppongono a Salvini e che ignora le vere emergenze nazionali come il femminicidio.
I numeri sono quelli di una vera strage: in totale nel 2018, in Italia, hanno perso la vita 86 donne. Secondo le più recenti statistiche si continua a morire in questo Paese, se sei donna, per mano di uomini: nel 77 per cento dei casi la colpa è di un familiare; nel 92 per cento si tratta di uomini che uccidono le donne in un Paese che non è per donne. L’Italia non è un Paese per donne perché la media è tuttora di un femminicidio ogni 60 ore. Nell’ultimo decennio il Censis ha rivelato che sono stati quasi 50 mila i reati di violenza sessuale denunciati e, in oltre il 90 per cento dei casi, la vittima era una donna. E neanche il tanto sbandierato codice rosso mette un euro sulle politiche a favore delle donne per fermare questa strage.
Il braccialetto elettronico anti-stalker introdotto sei anni fa e mai finanziato è stato utilizzato finora nel nostro Paese solo una volta perché la norma in vigore non precisa con quale modalità debba essere richiesto il consenso dell’indagato-imputato, né che cosa accada se rifiuta di indossare il dispositivo elettronico e i costi dell’apparecchio sono alti. La prova del nove di quanto l’Italia non sia un Paese per donne è il medievale ddl Pillon, che usa la cosiddetta sindrome di alienazione parentale come una clava per spaventare le donne, per renderle ancora più vittime, per rendere il matrimonio ancora più indissolubile.
Per arginare questa strage rosa ho presentato un ordine del giorno, il 9/1913-A/57, che impegna il Governo a investire sulle politiche contro la violenza di genere e sulla sicurezza delle donne e per questo chiede fondi ulteriori per le forze dell’ordine e per la magistratura che si battono a fianco e in difesa delle donne, così come per i Centri antiviolenza e le case rifugio. Un Odg di civiltà che il governo, neanche a dirlo, non ha voluto accogliere.
Il mio intervento in Aula alla Camera per illustrare il mio Ordine del giorno anti-femminicidio.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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