IL MIO INTERVENTO IN AULA

Con questa mozione di maggioranza il Parlamento torna a parlare di aree rurali, montane e periferiche, di aree interne e piccoli comuni. Per chiedere che il governo promuova uno sviluppo equilibrato e sostenibile e che la salvaguardia di questa Italia cosiddetta ‘minore’ sia considerata per quello che è: uno straordinario potenziale di benessere per tutto il Paese.

Si torna a parlare di questa parte del Paese dopo la legge 158/2017 sui Piccoli Comuni, nata da una storica battaglia di Legambiente e che non a caso porta la prima firma di Ermete Realacci. Una legge in larga parte purtroppo ancora da attuare, ma che intanto ha significato per tanti piccoli centri del nostro Paese il mantenimento di servizi essenziali quali i presidi postali e ha dato nuovi strumenti di tutela e sviluppo agli Enti Locali. Dove le istituzioni sono state più attente e hanno saputo cogliere le nuove opportunità, come la Regione Lazio che ha istituto un apposito Ufficio di Scopo, la legge ha fatto la differenza indicando una via possibile.

Occuparsi di aree montane, rurali e interne significa mantenere quel presidio del territorio così importante nel contrasto al rischio idrogeologico; significa prendersi cura dei beni comuni, conservare i campi i produttivi, tenere vive le comunità, contrastare lo spopolamento; e ancora, significa servare in buona salute i sistemi rurale e montano che sono strategici nel fornire cibo, aria, acqua e materie prime. Da qui insomma passa un pezzo importante della green economy.

Si torna a parlare in questa Aula di aree montane, rurali e interne soprattutto perché questa parte del Paese insieme ai nostri 5.552 piccoli comuni rappresenta una caratteristica specifica tutta italiana. Perché questi borghi custodiscono la nostra identità, un patrimonio artistico e naturalistico prezioso e diffuso, i nostri talenti, le nostre eccellenze e rappresentano una grande opportunità di benessere e futuro. Perché aiutare l’Italia ‘minore’ è una scommessa sulle cose che rendono il nostro paese unico: bellezza, paesaggio, storia, coesione sociale, qualità della vita, legame con i territori, creatività. Una scommessa che deve comprendere lo sforzo coordinato delle istituzioni per consentire anche a questa parte del Paese di usufruire delle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica e dei servizi che si danno per scontanti nelle aree metropolitane. Una visione che Legambiente ha portato avanti per anni, insieme a tanti compagni di viaggio, associazioni, sindaci, comunità montane, e che questa mozione sposa in pieno.
Le nostre aree interne, rurali e montane, i nostri piccoli borghi amministrano più della metà del territorio nazionale, producono tanta parte di quel made in Italy apprezzato nel mondo e sperimentano le buone pratiche più innovative in fatto di rinnovabili e comunità energetiche, economia verde, riciclo dei rifiuti, integrazione e resistenza sociale.

Si pensi ai nostri comuni 100% rinnovabili – dove cioè il fabbisogno energetico dei residenti è soddisfatto al 100% da fonti pulite – censiti ogni anno da Legambiente: hanno nomi come Montieri, Badia, Prato allo Stelvio, Santa Fiora o Vipiteno, ossia piccole amministrazioni delle nostre aree montane, interne e rurali. Sono tante le storie di innovazione sociale e tecnologica, di turismo sostenibile ed economica circolare, di integrazione e rigenerazione, che si incontrano nei piccoli comuni. A Fluminimaggiore (CI), tremila anime e molte case sfitte, è partito un progetto di welfare diffuso per gli over 65 attraverso la creazione di una cooperativa di comunità capace di produrre e distribuire rinnovabili, a San Lorenzo Bellizzi (CS) l’amministrazione ha investito nel fotovoltaico, qui quasi 2/3 degli edifici pubblici ospitano pannelli solari e il comune redistribuisce ai cittadini i fondi del conto energia sotto forma di esenzione dalla tasi. Un’Italia che ci racconta come è possibile fare green economy e rendere la comunità più coese.

Ecco questa mozione sollecita il governo ad attuare la legge 158/2017, a dotare le aree interne, rurali e montane di una strategia e di risorse adeguate, ad adottare misure e strumenti per creare un ‘sistema Italia’ che le abbia protagoniste e sia capace di migliorare la qualità della vita dei cittadini, di ridurre le diseguaglianze e di generare competitività grazie a progetti di sviluppo locale sostenibile. Una strategia per un futuro desiderabile e possibile.

Il mio intervento in Aula alla Camera dei deputati durante la discussione generale sulla mozione per le aree interne.

 

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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