E L’ITALIA DOVREBBE DICHIARARLA SUBITO COME CHIEDE LA MIA MOZIONE

La Basilica di San Marco invasa dall’acqua alta per la seconda volta negli ultimi dodici mesi, fiumi di fango tra i Sassi di Matera, l’Alto Adige in blackout per le forti nevicate, i pini della Riserva della Feniglia (Gr) sradicati e molti altri territori flagellati da nubifragi e venti intensi che hanno mietuto vittime e danni. No, non è una semplice ondata di maltempo, è emergenza climatica. Proprio l’aumento di frequenza e intensità dei fenomeni meteorologi estremi, infatti, è uno dei sintomi più chiari dei mutamenti climatici in atto.

Nel 2018 nel mondo si sono contati 850 disastri naturali, tra frane, alluvioni, inondazioni, uragani, tempeste, siccità, ondate di calore, che secondo il colosso assicurativo Munich Re sono costati 160 miliardi di dollari. Solo nel nostro Paese, come ha ricordato il capodipartimento della Protezione Civile Borrelli, quest’anno abbiamo contato 33 vittime e 174 eventi estremi.

Che rischiamo seriamente la catastrofe climatica, oltre a segnalarcelo inascoltati da decenni gli scienziati riuniti nell’IPCC, ce lo dice anche la Banca Mondiale che stima potrebbe arrivare a quota 143 milioni, al 2050, il numero di persone costrette a lasciare le proprie case a causa dei fenomeni meteorologici estremi o delle condizioni ambientali diventate invivibili.

Dovrebbe ormai essere evidente, persino ai negazionisti, che siamo di fronte a una vera emergenza ed è il momento di agire.

Un segnale importante è arrivato dalla Banca Europei degli Investimenti che, con il sostegno dell’Italia, ha deciso di interrompere entro la fine del 2021 i finanziamenti a progetti energetici legati ai combustibili fossili, gas compreso, per concentrarsi su rinnovabili ed efficienza.

Se il governo italiano vuole essere davvero di svolta, può e deve mettere l’Italia all’avanguardia sul fronte dello sviluppo sostenibile e della lotta ai mutamenti climatici. A partire dalla dichiarazione dello stato di emergenza climatica e da una finanziaria green, che inizi a tagliare i sussidi dannosi per l’ambiente, ad alzare i canoni di concessione per i beni pubblici e a rimodulare l’Iva tenendola più bassa per i prodotti che inquinano meno. Ed è proprio quanto sollecita la mozione che ho depositato a Montecitorio per dichiarare anche in Italia lo stato di emergenza climatica.

L’atto, sottoscritto da tutto il gruppo di LeU alla Camera, sarà in Aula da lunedì 25 e impegna il governo ad accelerare la transizione energetica per ridurre le emissioni in tutti i settori produttivi e superare la dipendenza dalle fonti fossili, a realizzare un Green new deal di ampio respiro che promuova la conversione ecologica di economia e società, nonché a lavorare per arrivare a una carbon tax europea.

Contrastare la febbre del pianeta, come indicano sia la Fondazione per lo sviluppo sostenibile che il rapporto GreenItaly di Fondazione Symbola e Unioncamere, è anche un’opportunità per creare una nuova economia sostenibile, equa e competitiva. Ecco perché il Green new deal che serve all’Italia e su cui la mozione impegna il governo è un piano di investimenti decennale che coinvolge i principali settori produttivi: dall’energia alle infrastrutture, dalle manifatture all’agricoltura, dai trasporti alle costruzioni.

Gli obiettivi su cui l’esecutivo deve lavorare sono il 100% di energia prodotta da rinnovabili al 2050, un taglio di almeno il 50% delle emissioni al 2030 e diversi programmi nazionali, come il piano strutturale per la messa in sicurezza del territorio, la mitigazione del rischio e l’adattamento al climate change. Perché non c’è un pianeta B.

Qui il mio intervento su La Stampa in versione integrale.

Aggiungi commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.

Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.

Questi cookie sono necessari per il funzionamento del sito Web e non possono essere disattivati nei nostri sistemi.

In order to use this website we use the following technically required cookies
  • wordpress_test_cookie
  • wordpress_logged_in_
  • wordpress_sec

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi