UNA RIFORMA DA MIGLIORARE PROFONDAMENTE PER RAFFORZARE DAVVERO LA PARTECIPAZIONE

Con la riforma dell’art.71 della Costituzione si vuole introdurre il referendum propositivo, si tratta di un provvedimento importante che dovrebbe favorire la partecipazione dei cittadini al processo legislativo. Ma proprio perché la Costituzione è un patrimonio comune da preservare, non va trascinata nello scontro politico e non va riformata a colpi di maggioranza. Per dirla con Calamandrei, quando si parla della nostra Carta Fondamentale ‘i banchi del governo dovrebbero rimanere vuoti’. Noi di LeU intendiamo contribuire seriamente alla discussione per migliorare questa riforma, auspichiamo un contributo trasversale del Parlamento e speriamo che la maggioranza non alzi muri.
Il referendum ha dato un contributo importante ai diritti delle persone nel nostro Paese, pensiamo al divorzio e al diritto all’aborto, ma negli ultimi anni quella di questo istituto è stata una storia di promesse mancate. Pensiamo a quelli sull’acqua pubblica e sulle trivelle – per i quali ho contributo a raccogliere le firme – il primo non è stato mantenuto tanto che oggi esaminiamo un testo sull’acqua pubblica in Commissione Ambiente, mentre sul secondo abbiamo assistito a forze politiche importanti che hanno invocato l’astensionismo .
Se quindi l’obiettivo di questa legge di riforma costituzionale è correggere quanto oggi non funziona, rafforzare il referendum per rafforzare la partecipazione, credo sia condivisibile. Ricordo che fu proprio Pietro Grasso da presidente del Senato nella scorsa Legislatura a introdurre una modifica del regolamento per dare una via preferenziale alle leggi di iniziativa popolare. Ma sono decisamente meno condivisibili il metodo usato da questa maggioranza e il merito del provvedimento. Il testo va profondamente migliorato, dopo il quorum ci sono ancora importanti nodi critici da sciogliere tra cui i limiti di materia, la costituzionalità, la limitazione dei poteri dei proponenti e la revisione del meccanismo di ballottaggio che rischia di risolversi in uno scontro tra piazza e palazzo.
Il mio intervento in Aula Camera dei deputati durante la discussione generale della proposta di legge costituzionale di riforma dell’art.71.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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