IL MIO INTERVENTO SU LINKIESTA

Se c’è una storia che dimostra fino in fondo che Roma ha bisogno di essere salvata è quella che riguarda i rifiuti. Una storia lunga vent’anni che racconta della ‘non-gestione’ e di una politica debole, incapace di mediare tra le esigenze industriali, ambientali e sociali. E sì perché a Roma i rifiuti, che da tempo nel resto d’Europa sono diventati risorse e preziose materie prime-seconde, sono e rimangono un problema enorme. Di decoro, di sicurezza pubblica, con impianti che vanno a fuoco (come in tutta Italia del resto) e cittadini esasperati e preoccupati per la propria salute.
Il Tmb Salario resta uno dei casi più discussi di Roma. Da mesi III Municipio e cittadini ne denunciano la mala gestione. Parliamo di un impianto fermo da dicembre dopo un incendio sospetto e mai stato in grado di smaltire rapidamente l’enorme quantità di rifiuti giornaliera della Capitale, che sorge troppo vicino a case e scuole, contestato da anni dai residenti per i continui miasmi tossici emessi e i pesanti disagi provocati. Più che un Tmb era di fatto una discarica in città, per la quale oggi i cittadini reclamano giustamente la bonifica e la revoca definitiva dell’autorizzazione a trattare i rifiuti. Era un solo impianto, eppure davvero emblematico di quanto la situazione dei rifiuti a Roma – e qui, sono d’accordo con la Sindaca Raggi – sia fuori controllo.
La Capitale produce ogni anno 1 milione e 700 mila tonnellate di rifiuti urbani, quasi 5 mila tonnellate al giorno, mentre la sua capacità impiantistica è vicino allo zero. Ma per uscire dall’emergenza rifiuti capitali non ci sono scorciatoie: bisognerebbe estendere la raccolta porta a porta in tutta la città e realizzare 10-15 impianti per il trattamento dell’organico e la produzione di biometano, impianti piccoli, a zero emissioni e miasmi.
Nell’eterna attesa di una politica capace di gestire il ciclo dei rifiuti i cittadini esasperati hanno portato in Capidoglio una proposta di delibera di iniziativa popolare per riorganizzare i servizi di Ama e i relativi controlli su base municipale. Sarebbe un modo per attuare i principi di decentramento e partecipazione. E magari anche per avere finalmente una corretta gestione del ciclo dei rifiuti a Roma.
Il mio intervento su Linkiesta è disponibile qui

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali, passa al Gruppo Misto nel 2021.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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