IL MIO INTERVENTO SU HUFFPOST ITALIA

L’ambiente ha bisogno di coerenza. Non ci si può battere contemporaneamente per centrare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima e per varare definitivamente l’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur. Sono quindi stupita e preoccupata dalle parole della vice ministra degli Esteri, che la scorsa settimana nel corso di un evento pubblico ha posizionato l’Italia tra i paesi che si battono per la finalizzazione dell’accordo. Peccato che questo trattato di libero scambio, su cui il Parlamento non si è ancora espresso e sul quale il Parlamento europeo ha espresso preoccupazioni, sarà a spese dell’Amazzonia e del principio di precauzione. Un principio fondamentale a tutela di ambiente e salute, già messo nel mirino dall’America di Trump, che sta provando a forzare l’Europa a siglare un nuovo TTIP, contro il quale la Ministra Bellanova sarebbe anche ora desse rassicurazioni. La richiesta di respingere il nuovo TTIP, di un tavolo di confronto per avere chiarimenti sull’azione di governo e di maggiore trasparenza su temi così importanti è arrivata anche dalla Campagna “StopTtip/Ceta Italia” nel corso di una partecipata conferenza stampa alla Camera.

Il trattato Eu-Mercosur copre diversi settori, ma andrà soprattutto a vantaggio dell’industria tedesca dell’auto e indebolisce i controlli europei su prodotti provenienti da Paesi dell’America Latina in cui sono legali pesticidi da noi proibiti e in cui circolano liberamente Ogm. Come se non bastasse prevede l’aumento dell’export di carne di manzo dal Brasile, comportando il concreto rischio che aumentino la deforestazione e gli incendi in Amazzonia. Come quello che si moltiplichino le violazioni e i soprusi verso attivisti e indigeni che lottano per preservare il polmone verde del pianeta. Tanto che lo scorso novembre una delegazione degli indigeni brasiliani era venuta a Bruxelles per chiedere all’Europa di non ratificare il testo dell’accodo.  Questo trattato, infatti, non pone alcun vincolo ambientale agli scambi tra Europa, Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, indebolendo anzi quelli esistenti. E non aiuta neanche la nostra agricoltura. Prova ne sia la posizione contraria espressa anche da Coldiretti. Molto esplicite anche le parole di Olivier de Schutter, ex relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto al cibo, che ha definito il trattato “un insulto a tutti i giovani che hanno marciato per il clima, e ai difensori dei diritti dell’uomo e dell’ambiente in Brasile”.

Non abbiamo alibi, l’Italia deve dire un chiaro no a questo accordo Ue-Mercosur.

Il mio intervento in versione integrale su HuffPostItalia

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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