LO STESSO SENATO CHE DUE MESI FA AVEVA ACCOLTO L'ATTIVISTA SVEDESE ORA BOCCIA LA DICHIARAZIONE DI EMERGENZA CLIMATICA. LA COERENZA PUO' ATTENDERE MA IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI NO. MIO INTERVENTO SU LINKIESTA

La propaganda e la voglia di restare al governo vince ancora e spinge ad accettare compromessi al ribasso su tutto. Ambiente compreso, anzi soprattutto. Altrimenti non si spiegherebbe come mai i Cinque Stelle, che sulle vertenze ambientali hanno conquistato larga parte del loro consenso elettorale, al Senato hanno bocciato le mozioni a prima firma De Petris (LeU) e Ferrazzi (Pd) per dichiarare l’Italia in emergenza climatica e assumere iniziative adeguate a fronteggiarla. Preferendo accogliere la mozione di maggioranza presentata proprio dal M5S. Peccato che per farla digerire agli alleati del Carroccio hanno dovuto togliere dal testo proprio quello che servirebbe: la dichiarazione che l’Italia è in emergenza climatica. Il risultato è un atto del tutto inadeguato, che non inizia neanche a tagliare i sussidi alle fonti fossili.
Ben altri gli impegni messi nero su bianco dai testi di LeU e Pd bocciati a Palazzo Madama, impegni in linea con quelli previsti dalla mozione che io stessa ho presentato alla Camera per dichiarare l’Italia in emergenza climatica. Sperando che almeno a Montecitorio si riesca ad approvarla.
Perché non c’è più tempo da perdere, ma bisogna agire ora per fronteggiare i mutamenti climatici. Le prime cose da fare sono tagliare i sussidi alle fonti fossili e sostenere una non più rinviabile transizione energetica dalle fonti fossili e inquinanti alle fonti pulite che investa tutti i settori produttivi.
Serve un grande cambiamento e, come sottolineato dal Commissario europeo Canete ieri in audizione in parlamento, dobbiamo decidere se guidarlo questo cambiamento, o se vogliamo limitarci a seeguirlo. Penso che l’Europa, e l’Italia con essa, debba mirare a un ruolo da leader nella lotta al mutamento climatico. Anche perché abbiamo le tecnologie, le soluzioni e le capacità per farlo. Ma questo richiede maggiore ambizione negli obiettivi, coerenza nelle politiche e una maggioranza diversa da quella giallobruna.
Il mio intervento su Linkiesta si è disponibile qui.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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