CARO ENERGIA

Con il decreto Sostegni Ter il Governo penalizza le rinnovabili, che insieme a efficienza e risparmio energetici sono la giusta risposta contro crisi climatica e caro energia, anziché intervenire sui guadagni fantastici delle aziende che estraggono idrocarburi o alzare le ridicole royalties che le compagnie versano allo Stato per estrarre gas e greggio. Il provvedimento, infatti, mette a copertura degli interventi contro il caro energia i proventi dalle aste della CO2 e i profitti di alcune rinnovabili. Più una piccolissima ridicola parte di sussidi ambientalmente dannosi (Sad), contributo che le anticipazioni indicavano nella risibile cifra di 105 milioni. E ora che il decreto è stato pubblicato siamo oltre il ridicolo, siamo alla beffa.

Gli effetti del Sostegni Ter sui Sad sono addirittura inferiori alle attese: la relazione tecnica al provvedimento quantifica il contributo dei Sussidi dannosi per l’ambiente alla mitigazione del caro bollette in appena 24,11 milioni di euro per il 2022. Cifra che scende addirittura a 17,14 per il 2023, 20,28 per il 2024 e a 20,25 dal 2025 e che deriva dalla soppressione della riduzione dell’accisa per i carburanti utilizzati nel trasporto ferroviario e dell’esenzione dall’accisa sui prodotti energetici impiegati per la produzione di magnesio da acqua di mare. Di fronte agli oltre 13 miliardi di sussidi versati ai fossili nel 2020 secondo le stesse stime del MiTe, 24 o 17 milioni sono davvero una presa in giro.

Spero che il Governo cambi rotta in fretta, iniziando dall’ascolto degli operatori delle rinnovabili. Auspicabile poi che l’esecutivo lasci adeguato spazio al Parlamento per correggere le misure del Sostegni Ter, che si preoccupi finalmente delle misure per semplificare il sistema del permitting per le fonti pulite e che avvii un graduale e serio taglio dei sussidi dannosi per l’ambiente.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali, passa al Gruppo Misto nel 2021.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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