PNRR CON LUCI E OMBRE. ORA PIÙ CORAGGIO SUI PROVVEDIMENTI DI ATTUAZIONE

Poteva andare meglio. Il Recovery Plan redatto dal governo ha qualche luce, diverse ombre e ancora troppi aspetti oscuri. È per questo che abbiamo deciso di sospendere il giudizio, e di astenerci. Ma a lei, presidente Draghi noi di FacciamoECO chiediamo un incontro urgente almeno sulla fase più difficile: la realizzazione del Pnrr con i singoli provvedimenti di attuazione. Per fare la nostra parte, chiedendo più coraggio e visione per la messa a terra del Pnrr.

Al Piano è mancato un serio dibattito pubblico che ne facesse davvero un Piano della nazione, un metodo non condivisibile anche nei confronti del Parlamento, nonostante la scelta di comporre un governo politico con la partecipazione di quasi tutti i partiti dell’arco costituzionale. Noi di FacciamoECO abbiamo incontrato in questi ultimi giorni associazioni, partiti, movimenti esclusi dal confronto, e c’è stato chi, come i Verdi italiani, ha espresso contrarietà e delusione.

Eppure alcune lampadine si accendono nel Piano: siamo soddisfatti dell’assenza di finanziamenti diretti al progetto di stoccaggio della CO2 di Eni a Ravenna, dell’inserimento delle smart grid, delle bonifiche, delle comunità energetiche, del biometano dell’agro-voltaico. Mai prima d’ora il nostro Paese aveva visto investimenti così cospicui sul fronte ambientale. Vigileremo affinché a nessuno venga la tentazione di utilizzarli male. Siamo allo stesso tempo preoccupati dello sbilanciamento dei saldi sull’idrogeno e sull’Alta velocità, perché un vero piano per il clima dovrebbe puntare di più su rinnovabili, efficienza energetica, ricerca, trasporto pubblico locale, lavoro green, giovani e donne. Per cui si continua a fare troppo poco, come giustamente evidenziato dal network ‘donne per la salvezza’.

 Di fronte a un Piano opaco che tuttavia conserva i titoli giusti ci impegneremo a un costante monitoraggio sullo svolgimento dei temi nell’interesse del Paese, facendoci carico delle perplessità del mondo ambientalista, delle imprese, delle rinnovabili e dell’efficienza energetica e delle tanti voci ascoltate, chiedendo garanzie sulla governance e sugli impatti di genere, generazionale ed ambientale.

Il mio intervento in Aula sulle comunicazioni del Presidente Draghi sul Pnrr.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali, passa al Gruppo Misto nel 2021.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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