PRESENTATA INTERROGAZIONE AL PREMIER

La tassonomia europea, ossia la classificazione delle attività e quindi degli investimenti green, sarà determinante per l’allocazione dei fondi e per la velocità della transizione ecologica. La proposta della Commissione di dare a gas e nucleare la patente di attività verdi è un errore madornale, che toglierà fondi alla decarbonizzazione dell’economia, rallentandola. In questa sfida fondamentale per futuro il governo non ha riferito al Parlamento circa la posizione italiana, ma ha inviato il suo parere Bruxelles. Per sapere in base a quale processo interno e a quali analisi scientifica e strategica è stato fornito il parere ho presentato una interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri sottoscritta anche dai colleghi di FacciamoECO Andrea Cecconi, Lorenzo Fioramonti, Alessandro Fusacchia e Antonio Lombardo.

Nel parere inviato l’Italia chiede di alzare i limiti di emissione per gli impianti a gas rispetto a quelli previsti nella proposta di tassonomia della Commissione Ue e di prorogare al 2035 il regime transitorio prima dell’entrata in vigore delle soglie di emissione più stringenti. Sul fronte del nucleare, invece, non si obietta nulla e si adotta una posizione neutrale che certo non dispiacerà alla Francia. Nell’interrogazione al Premier, quindi, ho chiesto anche come si ritiene che il Paese possa centrare gli obiettivi di decarbonizzazione se il governo appoggia il finanziamento di infrastrutture fossili, invece di difendere la trasparenza, l’integrità e la coerenza degli investimenti per tecnologie e attività verdi.

Un fronte crescente di esperti, Stati membri, parlamentari ed europarlamentari, compresi eurodeputati dei gruppi Greens/EFA e S&D e noi deputati di FacciamoECO, chiede che gas e nucleare siano lasciati fuori dalla tassonomia europea. Gli stessi esperti consultati dalla Commissione europea hanno bocciato la proposta di etichettare il gas e il nucleare come fonti green. Siamo ancora in tempo per fermare questa beffa. Se davvero l’Italia crede alla transizione ecologica batta un colpo. E lo faccia in fretta. 

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali, passa al Gruppo Misto nel 2021.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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