IMPIANTO DA CHIUDERE DEFINITIVAMENTE

E’ stato importante ascoltare in audizione il Presidente del III Municipio di Roma, Giovanni Caudo, e occuparsi del Tmb Salario per la Commissione Parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. Parliamo di un impianto fermo da dicembre, per un incendio sospetto, e mai stato in grado di smaltire rapidamente l’enorme quantità di rifiuti giornaliera della Capitale. Che sorge a poche decine di metri da case e scuole, contestato da 8 anni dai residenti per i continui miasmi tossici.

Da mesi l’amministrazione del III Municipio insieme ai cittadini denunciava la pessima gestione del Tmb Salario. Situazione confermata, lo scorso 16 novembre, da una relazione dell’Arpa Lazio con dati molto critici: nel documento si legge incredibilmente che i codici con cui venivano classificati i rifiuti di fatto non corrispondevano alla realtà, poiché i rifiuti non venivano opportunamente trattati, e che dall’impianto uscivano più scarti che rifiuti trattati. Una situazione che assomiglia al traffico illecito di rifiuti. Sulla natura dell’incendio al Tmb dello scorso dicembre le indagini sono in corso, ma c’è da riflettere sul fatto che le telecamere di sicurezza dell’impianto avessero smesso di funzionare pochi giorni prima del rogo. E bisogna fare piena luce su quanto accadeva dentro il Tmb Salario. Per questo è importante che la cosiddetta Commissione Ecomafie continui ad occuparsi dell’impianto.

Mentre III Municipio e cittadini reclamano giustamente la bonifica dell’area e la revoca definitiva dell’autorizzazione a trattare i rifiuti nel TMB Salario. Un atto fondamentale perché solo la revoca dell’Aia potrà mettere fine alla storia del Tmb Salario. È auspicabile che Comune, Regione e Ministero dell’Ambiente si incontrino e collaborino per restituire a migliaia di cittadini il diritto a respirare e per dare finalmente a Roma una corretta politica di gestione dei rifiuti.

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Rossella Muroni

Ecologista, di sinistra, deputata della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, eletta alla Camera nelle liste di Liberi e Uguali.
Arrivata in Legambiente nel 1996, ne sono stata presidente dal dicembre 2015 al dicembre 2017. Sociologa, esperta nei temi della sostenibilità ambientale nell’ambito turistico e di organizzazione dei servizi territoriali, ho contribuito a numerose pubblicazioni associative.
Molto interessata al tema dei diritti e particolarmente impegnata per tutelare quelli delle donne a tutti i livelli, nella società, nella politica e nel lavoro. Mamma di Simone e Samuele, sono appassionata di Aikido.

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